On.line il quotidiano di informazione Notizie della Diocesi di Tivoli

Carissimi,

dopo varie richieste che mi sono giunte in questi anni, sono lieto di annunciarVi che è nata oggi una nuova voce per la comunità della Diocesi tiburtina!

E’ on.line il quotidiano di informazione Notizie della Diocesi di Tivoli. Da qualche giorno, infatti, è attivo il sito su cui saranno veicolati i messaggi, i commenti, le interviste e le iniziative della Diocesi di Tivoli e che da oggi è in onda per tutti.

Lo strumento sarà utile per avvicinare e comunicare con tutti i fedeli.

Oggi giorno sempre più persone navigano su internet ed in rete cercano informazioni ed approfondimenti. Perciò è stato scelto il web come ulteriore strumento per raggiungere la Comunità diocesana.

Il nuovo sito è articolato in quattro sezioni: Notizie dalla Diocesi, Interviste e Riflessioni, La Voce del Vescovo ed Eventi. Il portale si affiancherà al sito istituzionale della diocesi, www.diocesitivoli.it, che resterà il punto di riferimento per le comunicazioni ufficiali.

Su Notizie della Diocesi ci sarà spazio anche per commentare fatti di attualità, per spunti di riflessione sulla Parola di Dio, per spiegare i momenti dell’anno liturgico, per contribuire a guidare la Comunità diocesana.

L’indirizzo del nuovo portale è www.notiziediocesi.it. Tutti potranno inviare segnalazioni di eventi ed informazioni a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Un altro segno concreto del dopo Visita Pastorale prende così il via per permettere a tutti di comunicare in maniera snella e veloce quanto c’è di bello nella nostra Chiesa.

A tutti chiedo di far conoscere questo strumento condividendo, se lo credete, la notizia della sua nascita e contribuendo a farlo crescere.

A tutti un cordiale saluto e preghiamo perché anche questo semplice strumento possa servire per far incontrare a tutti la gioia del Vangelo

                                                                                                + Mauro Parmeggiani

                                                                                                      Vescovo di Tivoli

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Un nuovo Diacono per la Diocesi di Tivoli, la sua presentazione

Un nuovo Diacono per la Diocesi di Tivoli, domenica sarà ordinato Maurizio Sgaramella. Ecco chi è il nuovo ministro del culto che sarà ordinato dal vescovo di Tivoli , Mauro Parmeggiani, alle 17.30 presso la parrocchia del Sacro Cuore di gesù a Guidonia Montecelio. 

Sposato il 26 luglio 1992 con Anna Maria Febbraro, nata il 14 ottobre 1969, è padre di tre figli. Lavora in una cooperativa di servizi e trasporti con incarico di commerciale e addetto ai rapporti con i soci.

LA PRESENTAZIONE DI MAURIZIO SGARAMELLA

Fin da giovane, grazie al sostegno e alla guida del mio parroco Don Giancarlo di Setteville, ho maturato la mia passione per la musica ed il canto pensando sempre che questi talenti naturali fossero dei doni che il Signore ha voluto concedermi affinché portassi a compimento un fine superiore alla semplice passione personale.

L’ESPERIENZA MISSIONARIA

Dopo il matrimonio ho avuto l’opportunità di prendere parte ad un’esperienza missionaria per un anno insieme a mia moglie. Prestavamo servizio in una casa che accoglieva i ragazzi di strada dai 5 fino ai 18 anni in un collegio salesiano a Cuzco, in Perù. Fu al momento del rientro da questa meravigliosa esperienza di missione che avvenne l’incontro con la chiamata al diaconato.

LA CHIAMATA AL DIACONATO

Mi ricordo ancora il giorno in cui, nel 1994, la moglie di un diacono della comunità di Setteville mi disse che stava pregando per la mia vocazione. Le sue parole mi commossero e mi fecero capire che forse era proprio questo il cammino che il Signore aveva progettato per il mio futuro. Tuttavia, fu solo durante la visita pastorale del 2007 alla chiesa Sacro Cuore di Gesù di Guidonia dell’allora vescovo Giovanni Paolo Benotto, che mi confrontai con mia moglie, la quale sostenendomi mi diede la spinta necessaria per confidarmi con il mio parroco Don Michele e chiedere di poter intraprendere il cammino diaconale. Mi sono sentito chiamato da Dio ad essere servo per amore all’interno della Chiesa.

Il diacono è colui che si mette a servizio degli ultimi, ed è sempre disponibile all’ascolto ed al sostegno delle persone in difficoltà. Essere diacono non significa essere speciali e compiere atti straordinari, ma si tratta di vivere nella quotidianità la propria vocazione.

Il mettersi a servizio di tutti è un gesto di umiltà che si esegue a partire dalle persone che ti sono più vicine, ovvero la famiglia, per poi estendersi a tutti i campi, come il lavoro e la comunità, dove il diacono testimonia la propria vocazione.

Agire come “servo” per conto della Chiesa, significa non avere mai la presunzione di poter risolvere ogni cosa, ma seguire l’esempio di Cristo che si è fatto umile per essere più vicino alle persone. Bisogna sentirsi parte della Chiesa ed essere in comunione con essa, per trovare nella preghiera la forza necessaria ad esercitare degnamente il ministero del diaconato.

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Commento al Vangelo della II domenica di Avvento

Viviamo la seconda tappa del cammino di Avvento, occasione per “ricristianizzare” il Natale, affinchè non si limiti ad una suggestiva atmosfera natalizia, ma sia memoria dell’Incarnazione di Dio, che ha scelto di abitare la terra e di interpellare la vita di ognuno.

Ci accompagna Giovanni il Battista, il profeta duro come il deserto dove è cresciuto, austero come il vestito che indossa, forte e deciso come chi ha incontrato veramente Dio. Egli è l’uomo della parola: incarna l’annuncio antico del profeta Isaia e fa echeggiare la sua parola profetica.

Invita ad una reale conversione: riscoprire una fede, che non si rifugi dietro alla tradizione (“abbiamo Abramo come padre!”) o non si limiti ad una esteriorità, di facciata, di coscienza tiepida (“fate frutti degni di conversione”).

E’ significativo come accorrano a lui da Gerusalemme, il centro religiosità ebraica, dove si compivano i sacrifici, ma poi si faceva della casa di Dio una casa di ladri, dove si salvavano i princìpi e si uccidevano le persone, dove il rispetto delle regole veniva e si sovrapponeva a quello delle persone, dove ci si rivolgeva al simulacro di Dio, incapaci poi di accoglierne il volto di carne in Gesù.

Giovanni diventa voce di profezia, di chi sta in mezzo alla storia, non in modo passivo, rassegnato, disincarnato. Se ne sente responsabile, smuove le coscienze, libera dagli appiattimenti sterili, apre sentieri di speranza, introduce a nuove possibilità.

Ieri come oggi! Giovanni è voce per noi, per la nostra religiosità, spesso chiusa entro i recinti del sacro: preghiere, celebrazioni, belle tradizioni, da cui non nasce una vita veramente evangelica; per la nostra vita, spesso ripiegata, rassegnata e stanca, dove manca il frutto autentico della gioia, dove non si crede più nella possibilità del cambiamento, che invece si esige con forza dall’altro.

E Giovanni spiazza, sorprende e riaccende la speranza, indicando in Gesù che viene, la possibilità di ciò che sembra impossibile. Egli sembra dire: “non aspettare il cambiamento: comincia tu a cambiare; per cambiare l’altro comincia a cambiare te stesso; sii tu il cambiamento che desideri dagli altri”. Ed è da fare “qui ed ora”.

La vera possibilità per cambiare abita il “qui” del presente e l’unico giorno da vivere è oggi e non domani. Dobbiamo fare in fretta, per non essere travolti, spazzati, spezzati, ingannati da un falso senso di misericordia, che rimanda sempre oltre, svuotata dell’impegno esigente. Ricordiamo ciò che dice Agostino “Dio vuole che il suo dono diventi nostra conquista”.

 

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