"Chiamati a costruire una Chiesa che ascolta, discerne, annuncia" importante incontro per il nuovo anno pastorale In evidenza

Carissimi,

siamo entrati nel nuovo anno pastorale 2017-2018 durante il quale cammineremo insieme alla luce del Documento “Venite e vedrete!” che ho voluto consegnare alla nostra Chiesa Diocesana nel Giovedì Santo. Il Documento si sintonizza con lo spirito della Nota Pastorale “cristiani non si nasce, ma si diventa” sull’Iniziazione cristiana nella Diocesi di Tivoli, nella quale ho richiamato la necessità e l’urgenza di impegnarci affinché le nostre comunità, costituite dal Signore Gesù mediante l’ascolto della Parola e l’Eucaristia “vissuti insieme”, riscoprano la vocazione di generare alla fede e di annunciare il vangelo, mediante uno stile di comunione che riaccenda il desiderio di Dio, susciti simpatia, attragga i lontani, con particolare attenzione le famiglie e i ragazzi dell’Iniziazione cristiana, che, lo ricordo, non deve essere finalizzata ai Sacramenti, ma ad un’ appartenenza comunitaria a cui i Sacramenti introducono in modo pieno e definitivo.  

Entrambi i documenti richiamano la necessità di apprendere l’arte del discernimento a livello comunitario per leggere i segni di Dio nella storia e compiere scelte pastorali in armonia con la Sua volontà e a livello personale per accogliere e accompagnare ogni uomo e ogni donna a comprendere il progetto di Dio e ad aderire ad esso con piena disponibilità.

 

IL CONVEGNO

Le considerazioni che ho brevemente richiamato, saranno riprese e approfondite nell’evento ecclesiale a cui ci prepariamo:

il Convegno Diocesano “Chiamati a costruire una Chiesa che ascolta, discerne, annuncia” che vivremo Domenica, 26 Novembre 2017, presso il Grand Hotel Duca d’Este in Tivoli Terme, a partire dalle ore 15,30.

LO SPIRITO

Il Convegno vuole essere un momento di Chiesa Diocesana vissuto secondo lo spirito della sinodalità e sarà così occasione preziosa per far crescere l’autentica comunione, coltivando relazioni fraterne mediante l’incontro, l’ascolto, il dialogo, il confronto per una collaborazione efficace. Con il Convegno vorremo continuare a costruire una Chiesa dove la compresenza (essere “tutti insieme nello stesso luogo”), la complementarietà (“a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito Santo per l’edificazione comune”) e la corresponsabilità (“portare i pesi gli uni degli altri”) siano le dinamiche portanti e fondamentali.

IL PROGRAMMA

Dopo il momento di accoglienza curato dalla Segreteria con la registrazione dei presenti e le indicazioni organizzative, ascolteremo la riflessione del Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo emerito di Firenze, sul tema del Convegno.

Seguirà il confronto e l’approfondimento nei gruppi di studio, previamente costituiti dalla Segreteria del Convegno, in base alle indicazioni dei nomi che ogni comunità dovrà alla Segreteria stessa, seguendo le indicazioni sotto riportate.

Gli ambiti di approfondimento saranno quattro: la catechesi, la liturgia, la carità, la famiglia.

Il gruppo di studio di ogni ambito si suddividerà in sottogruppi per aiutare lo scambio e il coinvolgimento di tutti. Ogni ambito sarà coordinato da facilitatori, che animeranno e guideranno i diversi momenti del lavoro.

I PARTECIPANTI

Le comunità, nella persona dei parroci, dovranno scegliere i rappresentanti di ogni ambito (catechesi, liturgia, carità, famiglia), da indicare nella scheda allegata e che costituiranno le delegazioni presenti al Convegno, insieme a voi parroci, di cui voglio raccomandare l’essenziale presenza, i membri del Consiglio presbiterale, i rappresentanti delle Associazioni laicali.

A tutti chiedo di voler sostenere il cammino verso il Convegno con la preghiera, affinché lo Spirito Santo guidi sempre i passi della nostra Chiesa rendendola profetica per ogni uomo e per ogni donna di oggi e capace di annunciare il vangelo in modo credibile ed efficace. Vogliate informare e condividere l’evento del Convegno Diocesano con i consigli pastorali, con i religiosi, con gli operatori pastorali e con tutti i fedeli delle vostre comunità, perché anche non partecipando direttamente al Convegno non lo sentano estraneo e lontano, ma ugualmente se ne sentano responsabili mediante il ricordo e la preghiera.

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