L'Omelia del Vescovo Mauro Parmeggiani alla Santa Messa del Primo Gennaio In evidenza

L'Omelia del Vescovo di Tivoli, Mauro Parmeggiani, in occasione della Santa Messa del primo gennaio.

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Tivoli, Chiesa di Santa Maria Maggiore

Carissimi fratelli e sorelle,

all’inizio del nuovo anno la Chiesa ci invita a celebrare l’Eucaristia come se fosse ancora Natale e, in questo giorno, dedicato alla Madre di Dio, ci invita a cantare – come faremo al termine della Messa – il Veni Creator Spiritus. Ci invita ad invocare lo Spirito Creatore!

Tra ieri sera e oggi ci siamo fatti e continuiamo a farci gli auguri di buon anno. Noi il tempo lo misuriamo in giorni, settimane, mesi e anni e allora l’augurio che vorrei giungesse a tutti voi stasera ma anche a quanti non sono presenti è che l’anno nuovo sia pieno di ogni bene ma soprattutto di Dio, soprattutto del Suo Santo Spirito Creatore! Che nell’anno che oggi iniziamo tutti possiamo avere un incontro vero con il Dio vivo, il Dio di Gesù Cristo, con il suo Santo Spirito senza il quale il nostro tempo è vuoto, perde di senso, diventa ripetizione di gesti e azioni ma che non riempiono il cuore e l’attesa dell’incontro pieno ed eterno con Lui dopo la morte.

Iniziamo l’anno celebrando Maria Madre di Dio, Colei che ha incontrato il Verbo che si è fatto carne e ci ha permesso di incontrarLo. Colei che si è lasciata riempire il cuore e la vita della Parola di Dio e così è la benedetta e ha potuto benedire l’umanità portando a tutti il frutto benedetto del Suo grembo!

All’inizio del nuovo anno chiediamo allora per tutti la benedizione!

Che cos’è la benedizione? Che valore ha? Che senso ha la benedizione?

Nel libro dei Numeri abbiamo ascoltato una delle più antiche formule di benedizione, che Mosè riceve come comando dal Signore perché tramite Aronne sia invocata sugli Israeliti: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.

Qui comprendiamo cosa è una benedizione. Non è qualcosa che facciamo noi, ma la benedizione è un dono, è Dio che benedice! Perché? – potremmo chiederci –. Cosa accade quando Dio ci benedice?

Non dice solo una parola che poi caso mai si dimentica, ma quando Dio benedice trasforma, rende buono ciò che benedice e rende buono anche ciò che ci fa incontrare!

Benedire vuol dire “dare in dono”, “far essere buoni”, ci fa essere dunque persone buone. Perché? Perché entriamo in contatto vivo con Lui. Con il sommamente buono e misericordioso che grazie a Maria si è donato alla nostra umanità per renderla buona e perché essa, se accoglierà la benedizione, se si lascerà riempire di Lui, renda buono tutto ciò che vive, sperimenta, incontra.

La benedizione infatti si trasmette. La benedizione non ha nemmeno bisogno di Parole: Dio facendosi carne si fa bambino, e il bambino non parla e Maria lo guarda ma non parla – almeno il Vangelo non ci riferisce alcuna parola di Maria nei racconti della natività –. La benedizione è così: si trasmette e non deve essere troppo spiegata. Quando io benedico qualcuno gli trasmetto qualcosa e quando è Dio che benedice, allora il dono diventa una pienezza.

Lo abbiamo ascoltato nella seconda lettura. “Quando venne la pienezza dei tempi”…

Dio benedice dando pienezza, dando salvezza. Dio riempie il cuore, potremmo dire!

Quando siamo benedetti il nostro cuore è pieno, benedice e rende pieno anche il cuore altrui e può veramente trasformarlo e non ha bisogno di troppe parole di spiegazione, di didascalia … Così ha fatto e fa Dio con noi. Ci ha donato se stesso come benedizione, continua a donarsi a noi con il suo Spirito, la sua Parola, i Sacramenti … affinché anche noi, dopo averlo incontrato e accolto, come Maria, la Santa Madre di Dio, diventiamo benedizione per gli altri.

All’inizio dell’anno, allora, è bello pensare che Dio ci benedice ancora una volta …

Non iniziamo un altro anno ma un nuovo anno … ancor più pieno della presenza di Dio se lo accogliamo e quindi della Sua presenza e della Sua benedizione perché a nostra volta benediciamo! Portiamo la Sua benedizione e la sua pace al mondo a partire dai più scartati, dai più bisognosi di benedizione, ossia di incontro con Dio! E quindi non soltanto i poveri di cose materiali ma anche e soprattutto di spirito!

Il Vangelo ci presenta i pastori che vanno alla grotta e incontrano un bambino.

E questa è la benedizione che ricevono i pastori. Sì, è stata benedetta Maria che ha accolto il bambino; è stato benedetto Giuseppe che ha avuto fede e ha accolto Maria e il suo Figlio Gesù, ma sono benedetti anche i Pastori perché vanno e sono accolti da Dio che si è fatto bambino per noi, sono sollevati dalla loro fatica, dal loro cercare … sono abbracciati da un Dio che ti circonda, ti mette sul suo cuore e ti fa entrare nella sua vita.

Ecco quando Dio benedice dà se stesso all’uomo e chiede che noi non ci passiamo sopra sbadatamente ma poniamo attenzione a tale benedizione.

Pensate a quando una persona ci dice: “Ti amo, ti voglio bene …” quella parola non viene conservata nel vostro cuore? Non diventa un tesoro da meditare, nascosto eppure significativo? Questo tesoro, questa parola può cambiare ogni nostra giornata. Se qualcuno a inizio giornata ci dice: “Ti voglio bene” può cambiare tutta la giornata.

Ebbene, Gesù mostrandosi ai pastori, dice loro che Dio li predilige, che vuol bene alla loro povertà e lo dice anche a noi …

Ma non basta.

I pastori hanno ricevuto il dono di poter andare ad adorare il Dio nato per noi, hanno potuto incontrarLo e sentirsi amati da Dio nonostante fossero gli ultimi in Israele. Da questa benedizione ricevuta, anche se fino ad allora erano gli ultimi, essi assumono un ruolo, hanno un compito grandissimo: diventano profeti, annunciatori … vengono come elevati a un rango superiore.

Ebbene, chiediamoci: quante benedizioni abbiamo ricevuto? Quante possibilità di incontrare Dio abbiamo avuto e abbiamo ancora? E durante questo anno … quante ne avremo ancora … io ve ne auguro moltissime … Ma noi come abbiamo fatto fruttificare la benedizione ricevuta? Le benedizioni ricevute? Ci siamo lasciati benedire da Dio? Se non lo avessimo fatto lo facciamo stasera … ma poi come facciamo fruttificare la benedizione ricevuta? Nonostante la nostra povertà, come siamo stati di aiuto ai poveri di mezzi, di accoglienza, di speranza, ai poveri di senso da dare alla vita, ai poveri di Dio?

Questa sera chiediamo che lo Spirito Santo ci riempia dell’amore di Dio, ci benedica come ha benedetto Maria, ci aiuti ad accogliere l’amore stesso di Dio che in Gesù ha preso carne e dopo aver incontrato il Dio “per” e “con” noi ci faccia essere benedizione per i fratelli che ancora non conoscono Dio: non tanto a parole ma con l’esempio della vita e la testimonianza, la preghiera e la carità.

Questo è nostro compito! Tutti siamo stati benedetti e in questo senso tutti dobbiamo essere benedizione per gli altri. La Chiesa non sono solo il Papa, i Vescovi, i Preti, i Frati e le Suore … – quante volte lo abbiamo detto – ma siamo tutti noi, popolo di Dio, popolo di battezzati. Tutti, dunque, benedetti da Dio – resi figli nel Figlio della Madre di Dio – siamo chiamati a benedire, a rendere buona cioè la vita degli altri e del mondo intero che è affidato alla nostra responsabilità.

In questa Giornata che per volontà del Beato Paolo VI è Giornata Mondiale della Pace, impegniamoci a essere costruttori di pace ma non da soli, non con le nostre sole forze ma accogliendo Dio, pregando e dandoci da fare affinché ogni uomo Lo accolga e Lo porti ai fratelli e alle sorelle in umanità affinché tutta l’umanità viva benedetta e riconciliata nell’amore, nell’amore di un Dio che è comunione e desidera che tutti viviamo nella pace che viene e può venire soltanto da Lui. Che Dio vi benedica e Buon Anno a tutti! Amen.

+ Mauro Parmeggiani

    Vescovo di Tivoli

Ultima modifica ilMartedì, 02 Gennaio 2018 10:11

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