Omelia del Vescovo di Tivoli alla Santa Messa per l'ordinazione presbiterale di Don Daniele Masciadri

San Vittorino Romano, Santuario di Nostra Signora di Fatima, Sabato 30 marzo 2019

 

IV Domenica di Quaresima

Carissimi fratelli e sorelle,

nel cammino verso la Pasqua ha un posto tutto particolare questa domenica detta Laetare, domenica della letizia, della gioia, che è anche chiamata del “cieco nato” poiché Gesù passa accanto all’uomo di cui ci ha narrato il Vangelo e gli dona la vista, è capace di rimetterlo in relazione con la vita, i colori, gli altri … e così entrando in lui la luce – rimando stupendo alla luce pasquale – può dire credo nel Signore della luce e della vita, in Colui che mi sta dinnanzi e ha avuto compassione di me, che non mi ha abbandonato in balia degli altri – poiché un cieco ha sempre bisogno di altri per spostarsi, camminare, leggere la realtà che gli sta intorno –, ma mi ha reso un uomo libero!

Stasera, poi, abbiamo un motivo in più per essere nella gioia e nella letizia: un carissimo figlio di questa terra, il diacono Daniele Masciadri, diventa presbitero per la nostra Chiesa tiburtina! Già toccato con i sacramenti dell’iniziazione cristiana – battesimo, cresima ed eucaristia – ora con il secondo grado del sacramento dell’ordine riceve un altro dono che promana dalla luce del Mistero di Cristo morto e risorto per noi e che tocca il suo intimo, il suo cuore, la sua persona nella sua totalità; lo illumina affinché egli sia inviato per illuminare con la luce di Cristo tutti coloro che incontrerà nel suo ministero che gli auguriamo lungo e fecondo di bene.

Mi pare ieri quando incontrai Daniele dopo una Eucaristia con le comunità neocatecumenali della Diocesi a Vicovaro e gli lanciai la proposta: “Ma cosa aspetti ad entrare in Seminario?” … e a ricevere da lui stesso, dopo poche settimane, la bella notizia che aveva deciso di fare discernimento per verificare se quella fosse la sua chiamata poiché sentiva – e lo si vedeva – che il Signore lo chiamava alla sua sequela per la via del presbiterato. Da allora siamo giunti qui, questa sera.

Daniele è stato un maratoneta che ha riportato buoni successi nella vita, ma ora è chiamato a correre dietro al Maestro che lo ha guardato, con il Battesimo lo ha rigenerato e questa sera, con il presbiterato, gli dà un carattere nuovo, per l’azione dello Spirito lo configura a Cristo capo e pastore, per correre dietro a Lui ed invitare tanti altri a correre con Lui dietro l’Unico che salva dal peccato, dalla morte eterna, che sa dare significato, senso alla vita! Lui, da buon sportivo e anche da serio studioso sa che per conseguire un buon risultato occorre disciplina, impegno, allenamento … ma sa anche che con il Dio di Gesù Cristo, per riuscire, tutto ciò non basta: occorre infatti lasciarsi illuminare interiormente da Cristo, lasciarsi toccare dalla sua misericordia e permettergli di ricrearci continuamente. Per dare la vista al cieco nato Gesù usa fango e saliva ossia gli elementi con i quali Dio creatore ha fatto l’uomo e dalla sua bocca ha emesso in lui un alito di vita per renderlo un vivente fatto a immagine e somiglianza del suo Creatore! E così con noi, con te, caro Daniele, occorre permettere a Gesù di toccarti con la sua misericordia, ricrearti con il dono dello Spirito che tra poco verrà su di te con l’imposizione delle mie mani e la preghiera consacratoria perché tu, presbitero, possa sentire nel cuore la gioia che viene da Lui e portarla al mondo.

Ma rigustiamo, applicandola a questo momento che stiamo vivendo, la Parola che abbiamo ascoltata.

C’è un cieco nato che mendica lungo la strada. Come abbiamo detto ha bisogno degli altri perché non vede. E la luce, i colori, la bellezza del creato che danno gioia al cuore non possono essere per lui. Gesù passa e con compassione, con quell’atteggiamento che deve essere tipico di ogni pastore di anime, prendendo l’iniziativa, dà luce al cieco, gli ridà la vista.

Carissimo Daniele, sentiti anche tu da una parte cieco oggetto della compassione di Gesù che ti ha guardato, ha guardato alle tue doti umane ma anche alla tua fragilità, ai tuoi peccati, a quel velo di tristezza che avvolge il nostro cuore quando non riusciamo a incamminarci dietro a Lui, per la strada che ci ha preparato, per seguirlo fino a Gerusalemme e riprendere il cammino con la compagnia del frutto della Pasqua che è lo Spirito Santo. Ma nello stesso tempo, da stasera, sentiti intimamente partecipe della missione di Gesù di essere compassionevole verso il nostro mondo, verso gli uomini e le donne che lo abitano.

Lungi sempre da te l’atteggiamento dei farisei che – tornando al Vangelo – conoscono le leggi, le regole, sanno cosa è il bene e cosa è il male, e anche davanti a un cieco che torna a vedere non provano gioia, non interessa loro che l’uomo sia felice ma soltanto che siano rispettate le regole. Non comprendono che Dio preferisce la felicità dei suoi figli all’osservanza della legge. Non diventare mai, caro Daniele, un funzionario delle regole e un analfabeta del cuore ma, come Gesù ha fatto con te, anche tu fa la stessa cosa con chi incontrerai sulla tua strada di presbitero: non metterti a misurare la fede degli altri, ma misura e tieni sempre conto delle loro lacrime. Non essere un prete che dà troppi precetti da osservare e caso mai, lui per primo, non gli osserva … diffida sempre dai bacchettoni e non esserlo innanzitutto tu un bacchettone ma senza anima … ricordati sempre – e ricordalo agli altri – che la gloria di Dio non è il precetto osservato ma è l’uomo che torna a vedere! Non si misura un uomo di Chiesa da quanto predica ed insegna: per carità, insegna senza dubbio i precetti della Chiesa, attieniti alle leggi canoniche e liturgiche, ecc. ma sappi innanzitutto che un buon uomo di Chiesa è colui che cerca di conoscere i cuori dei suoi fedeli, che sa ascoltarli, che sa entrare in empatia con loro, che li guarda con quella che San Paolo VI chiamava “simpatia” verso il mondo e annunciando la gioia del Vangelo sa ridare luce, gioia, al cuore dell’uomo.

Gesù spreca la sua eternità amandoci, perdonandoci, usandoci misericordia, mostrandosi a noi pastore … non per rinfacciarci i peccati. Così tu usa tutta la tua vita certamente per detestare a parole e con l’esistenza il peccato ma soprattutto per far conoscere la misericordia di Dio, come Lui si interessi della nostra cecità, come Lui ci abbia scelti non per condannare ma per liberare l’uomo da tutto ciò che gli impedisce di fare entrare nel suo cuore la luce di Cristo ed essere un vivente, un uomo libero, pieno di quella dignità che Dio ci ha donato e ci dona e ridona ogni giorno in particolare con due sacramenti che ti raccomando di celebrare sempre con costanza e dando le tue energie migliori: l’Eucaristia e la Confessione.

Nel Vangelo è bello aver sentito che la piscina nella quale Gesù manda il cieco a lavarsi dal fango perché possa riavere la vista si chiama piscina dell’Inviato. Noi sappiamo che il vero inviato dal Padre è Lui. Vai continuamente a quella piscina, stai in contatto continuamente con quell’inviato del Padre che è Gesù, rimani sempre in contatto con la sua Parola da leggere e rileggere, da ruminare continuamente perché anche tu, da stasera inviato come presbitero nella nostra Chiesa e nel mondo, possa comunicare i frutti di quel contatto con l’Inviato per eccellenza che un prete deve vivere quotidianamente ascoltando con assiduità la Parola e in quel tempo privilegiato che è la preghiera, quel tempo che una volta preti sentiamo non essere mai sufficiente ma che dobbiamo aiutarci anche come presbiterio e come comunità cristiana a fare in modo che non manchi mai per evitare che il legalismo, il fariseismo pastorale o liturgico, la consuetudine, prevalgano sul nostro essere pastori inviati per essere luce nel Signore!

Carissimo Daniele, come Davide sei stato scelto non perché il più grande o il migliore ma per “dono e mistero”. Sii sempre riconoscente a Colui che da stasera ti invia nel mondo come sacerdote affinché come per Davide dalla tua discendenza – ossia dai tanti che porterai alla fede – sia generato Cristo al mondo anche nell’oggi della storia.

Unto per la missione ungi abbondantemente il popolo che ti è affidato.

Come Davide anche tu sentiti sempre piccolo, pensa a come saresti piccolo se lasciato alle tue sole forze, ma tu sei stato chiamato dal Signore e stasera con l’ordinazione sacerdotale ricevi conferma di questa chiamata. Senti sempre questa gioia del sentirti chiamato, scelto, anche se piccolo. Papa Francesco in una delle sue omelie del Giovedì Santo parlava della gioia del prete dicendo che è una gioia che unge! Ossia che penetrata nell’intimo del cuore, lo configura e fortifica sacramentalmente. “I segni della liturgia dell’ordinazione – diceva il Papa alla Messa Crismale del 2014 – ci parlano del desiderio materno che ha la Chiesa di trasmettere e comunicare tutto ciò che il Signore ci ha dato: l’imposizione delle mani, l’unzione con il Sacro Crisma, il rivestire con i paramenti sacri, la partecipazione immediata alla prima Consacrazione … La grazia ci colma e si effonde integra, abbondante e piena in ciascun sacerdote. Direi – continuava il Papa –: unti fino alle ossa … e la nostra gioia, che sgorga da dentro, è l’eco di questa unzione”.

Caro Daniele, come Davide anche tu sentiti unto di questa gioia incorruttibile, che nessuno potrà toglierti perché il Signore te la dona. Una gioia che forse a volte potrà rimanere soffocata come un fuoco sotto la cenere ma che se saprai ravvivare il dono di Dio che stasera è posto in te per l’imposizione delle mie mani, non verrà mai meno. E senti sempre come questa gioia sia missionaria. La gioia, infatti, non è mai solo per noi stessi ma per gli altri e tu sentiti sempre mandato a condividerla con il popolo. Unto, ungi della gioia di Dio il suo popolo battezzando, confermando, curando e consacrando, benedicendo, consolando ed evangelizzando.

Ecco, caro Daniele, cosa dice a te e a noi la Parola di stasera.

Ecco cosa ti dice il tuo Vescovo insieme alla tua famiglia presbiterale.

Ecco cosa si attende da te il popolo santo di Dio.

Vorrei che stasera fossero qui i tanti che a volte a ragione ma spesso senza nemmeno sapere ciò che dicono sparano oggi addosso ai preti. Certo, alcuni corrotti tra di noi ci sono e vanno limitati per evitare che facciano danni al popolo di Dio e anche a se stessi, ma quanti buoni e bravi sono tra noi! Vorrei tanto che da stasera tutti potessero conoscerti, vederti come una delle tante piante buone che crescono silenziosamente in un bosco dove alcune piante cadendo fanno rumore più delle tante altre che come te crescono silenziosamente nel bene.

Grazie Daniele per l’impegno che metterai a servire con gioia, nella letizia e con perseveranza il Signore. Noi confidiamo molto in te, abbiamo bisogno di te come nostro collaboratore per diffondere la gioia del Vangelo e tu sappi che ti saremo sempre vicini con la preghiera, il consiglio, la compassione per non lasciarti mai solo nel seguire il Signore che ti chiama e ti invia. Amen.

+ Mauro Parmeggiani

    Vescovo di Tivoli

 

 

vescovo tivoli don daniele

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Sabato 30 il Vescovo di Tivoli ordinerà un nuovo presbitero per la Diocesi di Tivoli

Nel cuore della Quaresima sarà veramente Domenica “Laetare” – ossia di invito alla felicità – quella di sabato 30 e domenica 31 marzo nella Diocesi di Tivoli.

Sabato 30 marzo 2019, infatti, alle ore 19,00, nel Santuario di Nostra Signora di Fatima in San Vittorino Romano, il Vescovo di Tivoli ed Amministratore Apostolico di Palestrina, S.E.Mons. Mauro Parmeggiani ordinerà un nuovo presbitero per la Diocesi di Tivoli.

Si tratterà di DANIELE MASCIADRI, ordinato diacono dal medesimo Parmeggiani nella scorsa vigilia di Pentecoste.

Il novello sacerdote, secondo di due figli maschi, è nato a Tivoli il 19 febbraio 1988 da due genitori da anni appartenenti al Cammino Neocatecumenale e catechisti nella Parrocchia di Santa Sinforosa a Tivoli Terme.

Daniele, diplomatosi nel 2007 presso il Liceo Classico “Amedeo di Savoia” in Tivoli con il massimo dei voti, lavorando per mantenersi negli studi dando lezioni private di greco, italiano e latino, nel 2011 ha conseguito la Laurea Triennale in Lettere Classiche presso l’Università “La Sapienza” mentre, nello stesso anno, ha deciso di seguire la chiamata al sacerdozio entrando, con il consenso del Vescovo, nel Seminario Redemptoris Mater di Roma dove si è preparato al presbiterato per la Diocesi di Tivoli conseguendo il Baccellierato in Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e continuando gli studi per conseguire la Licenza in Teologia e Scienze patristiche presso l’Istituto Augustinianum di Roma dove attualmente frequenta il II anno.

Negli anni della formazione in seminario ha svolto attività pastorali missionarie durante i mesi estivi in Costa Rica e in Brasile. Nell’anno 2016-17 ha vissuto in Sicilia come “itinerante” nell’equipe itinerante di evangelizzazione del Cammino Neocatecumenale fondato da Kiko Arguello. Dopo l’ordinazione diaconale è stato inviato a collaborare con il Parroco di N.S. di Lourdes all’Albuccione di Guidonia dove domenica 31 marzo, alle ore 10,30, presiederà per la prima volta la S.Messa e dove successivamente continuerà a svolgere il ministero quale Vicario parrocchiale.

Daniele è molto legato alla sua Tivoli dove è nato e vissuto e oltre ad aver compiuto gli studi superiori ha svolto attività sportiva. Nel 2005 entrò nella categoria Allievi del Gruppo Giovanile delle Fiamme Gialle impegnandosi nella Marcia fino al 2011 quando entrò nella categoria Senior ma decidendo poi di incamminarsi per la strada del sacerdozio. Nelle gare a livello nazionale ha raggiunto il primo posto nei Campionati Italiani di Marcia a Grottamare nel 2009 e numerosi piazzamenti sul podio. In campo internazionale, per due volte ha vestito la maglia azzurra, rappresentando l’Italia in due eventi internazionali nel 2007 e nel 2010.

E’ stato contemporaneamente impegnato nella Parrocchia di Santa Sinforosa nel Cammino Neocatecumenale, nel coro e ha partecipato a varie Giornate Mondiali della Gioventù.

L’augurio della Diocesi è che Daniele primeggi anche nella corsa al seguito del Signore e che dal suo esempio altri giovani siano invitati a seguire Cristo per la via del sacerdozio. 

 

daniele masciadri

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Domenica 24 Marzo: VI Giornata Diocesana della Carità

Tivoli, 1° marzo 2019

 

 

A tutti i sacerdoti,

diaconi, consacrati e consacrate,

seminaristi,

ai responsabili delle Aggregazioni laicali,

ai fedeli laici della

DIOCESI DI TIVOLI

 

 

 

Carissimi,

mercoledì prossimo, 6 marzo 2019, con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri, daremo inizio al cammino quaresimale che ci condurrà alla Pasqua di Resurrezione.

E’, quello che percorreremo, un cammino di conversione nel quale dovremo aprirci progressivamente all’ascolto della Parola di Dio, a percepire quanto Dio ci ami affinchè amati amiamo, non rimaniamo come una coronaria chiusa che non porta il sangue al cuore provocando la morte, ma restiamo costantemente aperti all’amore e a lasciare che questo amore che ha origine in Dio passi attraverso di noi per giungere ai fratelli che attendono di essere ascoltati, accolti, amati.

Tra le pratiche della Quaresima si ripropongono il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Papa Francesco nel Messaggio indirizzato alla Chiesa per questa Quaresima 2019 spiega cosa voglia dire digiunare: “imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di divorare tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore”. Ed ancora spiega perchè pregare: “per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia”. Ed infine spiega perché fare l’elemosina: “per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità”.

Invito pertanto tutti i fedeli della Diocesi a vivere questi atteggiamenti ed in particolare a celebrare in ogni comunità cristiana (parrocchia, chiesa, cappellania, santuario, istituto religioso, aggregazione laicale) la VI GIORNATA DIOCESANA DELLA CARITA’ che come ormai consuetudine si celebrerà Domenica 24 marzo p.v., III Domenica di Quaresima.

In quella domenica, a norma del Can. 1266 del Codice di Diritto Canonico, stabilisco che in tutte le parrocchie, chiese, cappelle, oratori, santuari della Diocesi tutte le offerte raccolte durante le Sante Messe vengano interamente devolute per le “Opere-segno” della nostra Diocesi: le Mense di San Lorenzo a Tivoli e a Villanova di Guidonia, il dormitorio notturno invernale per i padri separati, la Casa per ragazze madri di Tivoli, i Centri di ascolto della Caritas diocesana, il “Punto zero” per i giovani e i genitori dei giovani che cadono nel triste fenomeno della tossicodipendenza.

Anche nella nostra Diocesi le persone povere e bisognose aumentano e come cristiani non possiamo rimanere indifferenti. Ogni giorno la nostra Caritas ma anche tanti cristiani di buona volontà vorrebbero fare di più ma non sempre possiamo perché mancano i mezzi economici necessari. Unire le forze nella Domenica 24 marzo sarà un segno forte per impegnarci insieme a servizio dei più bisognosi.

Invito anche i catechisti alla creatività per coinvolgere nell’attenzione agli altri i loro ragazzi con i loro genitori.

Le offerte raccolte, come ogni anno, saranno consegnate direttamente al sottoscritto tramite i Vicari Foranei (che raccoglieranno le buste in precedenza) durante la S.Messa del Crisma che, come saprete, quest’anno sarà celebrata presso il Santuario di N.S.di Fatima in S.Vittorino Romano, alle ore 10,00 di giovedì 18 aprile 2019.

Oppure, le offerte, potranno essere consegnate anche all’Ufficio Economato della Curia Vescovile con la causale: “Sostentamento Opere-segno”.

Grato fin d’ora per quanto ciascuno potrà fare sapendo che il Signore ama chi dona con gioia, auguro a tutti un buon cammino quaresimale verso la Pasqua e per tutti invoco la benedizione del Signore

 

 

+ Mauro Parmeggiani

            Vescovo   

 

locandina giornata della carità 2019 1

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