Domenica 24 Marzo: VI Giornata Diocesana della Carità

Tivoli, 1° marzo 2019

 

 

A tutti i sacerdoti,

diaconi, consacrati e consacrate,

seminaristi,

ai responsabili delle Aggregazioni laicali,

ai fedeli laici della

DIOCESI DI TIVOLI

 

 

 

Carissimi,

mercoledì prossimo, 6 marzo 2019, con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri, daremo inizio al cammino quaresimale che ci condurrà alla Pasqua di Resurrezione.

E’, quello che percorreremo, un cammino di conversione nel quale dovremo aprirci progressivamente all’ascolto della Parola di Dio, a percepire quanto Dio ci ami affinchè amati amiamo, non rimaniamo come una coronaria chiusa che non porta il sangue al cuore provocando la morte, ma restiamo costantemente aperti all’amore e a lasciare che questo amore che ha origine in Dio passi attraverso di noi per giungere ai fratelli che attendono di essere ascoltati, accolti, amati.

Tra le pratiche della Quaresima si ripropongono il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Papa Francesco nel Messaggio indirizzato alla Chiesa per questa Quaresima 2019 spiega cosa voglia dire digiunare: “imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di divorare tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore”. Ed ancora spiega perchè pregare: “per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia”. Ed infine spiega perché fare l’elemosina: “per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità”.

Invito pertanto tutti i fedeli della Diocesi a vivere questi atteggiamenti ed in particolare a celebrare in ogni comunità cristiana (parrocchia, chiesa, cappellania, santuario, istituto religioso, aggregazione laicale) la VI GIORNATA DIOCESANA DELLA CARITA’ che come ormai consuetudine si celebrerà Domenica 24 marzo p.v., III Domenica di Quaresima.

In quella domenica, a norma del Can. 1266 del Codice di Diritto Canonico, stabilisco che in tutte le parrocchie, chiese, cappelle, oratori, santuari della Diocesi tutte le offerte raccolte durante le Sante Messe vengano interamente devolute per le “Opere-segno” della nostra Diocesi: le Mense di San Lorenzo a Tivoli e a Villanova di Guidonia, il dormitorio notturno invernale per i padri separati, la Casa per ragazze madri di Tivoli, i Centri di ascolto della Caritas diocesana, il “Punto zero” per i giovani e i genitori dei giovani che cadono nel triste fenomeno della tossicodipendenza.

Anche nella nostra Diocesi le persone povere e bisognose aumentano e come cristiani non possiamo rimanere indifferenti. Ogni giorno la nostra Caritas ma anche tanti cristiani di buona volontà vorrebbero fare di più ma non sempre possiamo perché mancano i mezzi economici necessari. Unire le forze nella Domenica 24 marzo sarà un segno forte per impegnarci insieme a servizio dei più bisognosi.

Invito anche i catechisti alla creatività per coinvolgere nell’attenzione agli altri i loro ragazzi con i loro genitori.

Le offerte raccolte, come ogni anno, saranno consegnate direttamente al sottoscritto tramite i Vicari Foranei (che raccoglieranno le buste in precedenza) durante la S.Messa del Crisma che, come saprete, quest’anno sarà celebrata presso il Santuario di N.S.di Fatima in S.Vittorino Romano, alle ore 10,00 di giovedì 18 aprile 2019.

Oppure, le offerte, potranno essere consegnate anche all’Ufficio Economato della Curia Vescovile con la causale: “Sostentamento Opere-segno”.

Grato fin d’ora per quanto ciascuno potrà fare sapendo che il Signore ama chi dona con gioia, auguro a tutti un buon cammino quaresimale verso la Pasqua e per tutti invoco la benedizione del Signore

 

 

+ Mauro Parmeggiani

            Vescovo   

 

locandina giornata della carità 2019 1

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Domenica 24 Marzo presentazione a Villanova di Guidonia del volume De Sindone – nova et vetera

Carissimi/e,

questa mia per segnalarvi una iniziativa che la Famiglia Francescana di Maria Immacolata, con il patrocinio della Diocesi, realizzerà domenica 24 marzo 2019, alle ore 16,00, presso la Parrocchia di San Giuseppe Artigiano in Villanova di Guidonia.

Verrà presentato il libro di Maria Elisabetta Patrizi “De Sindone – nova et vetera”. Alla presentazione interverranno oltre al sottoscritto anche il Prof. Antonio Cassanelli, Presidente del Centro Diocesano di Sindonologia Giulio Ricci e la Prof.ssa Emanuele Marinelli, Esperta in Sindonologia.

Auspico che questo momento di riflessione sia di aiuto per introdurci alla celebrazione della Pasqua del Signore che vivremo al termine del cammino quaresimale.

Mentre fin d’ora invito chi può a partecipare, colgo l’occasione per porgere un cordiale saluto. Con la benedizione del Signore

                                                                             + Mauro Parmeggiani

                                                                                        Vescovo

 

locandina diocesi

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Il Vescovo di Tivoli, Mauro Parmeggiani, è stato nominato Vescovo anche della Diocesi di Palestrina

Carissimi,

                        come forse saprete, questa mattina, alle ore 12,00, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblica la decisione del Santo Padre di nominarmi Vescovo anche della Diocesi Suburbicaria di Palestrina, unendo le due sedi Vescovili di Tivoli e di Palestrina, in persona episcopi.

(Leggi il comunicato della CEI)

            Già dal 31 luglio 2017 Papa Francesco mi aveva nominato Amministratore Apostolico di quella Diocesi confinante con la nostra, ossia mi aveva chiesto di guidarla fino alla nomina di un nuovo Vescovo dopo che aveva accolto le dimissioni per limiti di età del mio predecessore in quella Sede. Oggi il nuovo Vescovo di Palestrina è stato nominato nella mia persona affinchè possa continuare il lavoro che ho iniziato in questi diciotto mesi e favorire un cammino insieme, attraverso la mia cura pastorale, di entrambe le Diocesi di Tivoli e di Palestrina.

            Tale provvedimento non porterà alcuna mutazione all’assetto amministrativo delle due sedi Vescovili “Esse – come mi ha scritto sabato scorso il Nunzio Apostolico in Italia - rimarranno circoscrizioni ecclesiastiche separate ed indipendenti e come tali dovranno essere governate. Tuttavia, nulla osta che si prospettino e si attuino col tempo percorsi unitari di formazione del clero e del laicato, e così pure forme di interscambio tra i due presbitèri nell’esercizio del ministero pastorale”.

In fondo, già qualche forma di collaborazione esiste: penso all’Istituto Interdiocesano per il Sostentamento del Clero che già dai tempi in cui l’Abbazia Territoriale di Subiaco si estendeva in diverse Parrocchie attualmente di Tivoli o di Palestrina, gestisce gran parte del patrimonio immobiliare delle Diocesi di Tivoli, Palestrina e Subiaco. Così i nostri seminaristi studiano nello stesso Seminario Regionale di Anagni ed altre forme nuove di collaborazione pastorale e organizzativa potranno essere trovate mettendo in campo le persone e le energie migliori che sono presenti sul territorio.

            Io pertanto rimarrò a tutti gli effetti sia Vescovo di Tivoli che di Palestrina. Fisicamente rimarrò a risiedere nell’Episcopio di Tivoli e da qui, come ho fatto per un anno e mezzo, mi sposterò per essere presente nelle parrocchie di un territorio che si fa più ampio, non venendo meno ai miei doveri di Pastore di entrambe le Diocesi.

            Personalmente penso che l’unione in persona episcopi delle due Diocesi sia una opportunità che viene data ad entrambe per fare meglio in quello che oggi ritengo primario: l’ascolto della nostra gente, degli oltre 300.000 fedeli che abitano le terre delle due Diocesi, tanto vicine per tipologie di parrocchie e di popolazione. L’ascolto di chi in esse è venuto da lontano e a tutti, con empatia, l’annuncio della gioia del Vangelo che la Chiesa, fedele alla missione ricevuta da Gesù, deve dare ad ogni uomo e donna che vivono in questi territori e in quest’epoca, intercettando i loro problemi, le loro gioie e le loro ansie, le loro povertà e facendosi compagna di strada per riscoprire la fede, la gioia di sapere che abbiamo un Dio misericordioso che sempre ci ama, ci è vicino e ci dà fiducia.

            Un Vescovo, da solo, non può però far niente o fa ben poco. Mentre inizia questa nuova pagina della Diocesi di Tivoli chiedo a tutti i sacerdoti, i diaconi, le consacrate e i consacrati, ai fedeli laici delle nostre parrocchie e delle Aggregazioni laicali di aiutarmi a lavorare insieme. Piano piano, progressivamente, senza fretta… ma insieme! Se la nomina ad Amministratore Apostolico era un servizio che veniva chiesto a me personalmente, la nomina a Vescovo anche di Palestrina e l’unione delle due Diocesi in persona episcopi chiedono a tutti, a cominciare dai miei più diretti collaboratori – i presbiteri e i diaconi – di cooperare con quello stile sinodale tanto raccomandato da Papa Francesco affinchè ove possibile, secondo tempi e ritmi che stabiliremo, con gradualità si giunga a una collaborazione pastorale, a una razionalizzazione di energie e risorse, a progetti condivisi per far giungere a tutti l’annuncio della bontà di Dio, la Sua vicinanza misericordiosa, la consapevolezza di essere Chiesa in uscita verso le tante periferie dell’esistenza, una Chiesa che cerca e trova se stessa al di fuori di se stessa.

            Personalmente, vi confido che qualche preoccupazione umana ce l’ho. Ma sono sereno perché so di avere con me tutti voi che da oltre dieci anni mi avete accolto e mi fate sentire amato e supportato. Sono sereno perché non ho fatto nulla per cercare questo nuovo servizio che mi affida il Successore dell’Apostolo Pietro: il Papa. E soprattutto perché so in chi ho posto la mia fede: nel Dio di Gesù Cristo che dal giorno in cui divenni prete e ancor più dal 5 ottobre 2008 – giorno in cui giunsi a Tivoli come vostro Vescovo - cerco di servire e testimoniare senza vergognarmi di Lui che ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. “Questa – come scrive l’Apostolo Paolo al suo discepolo Timoteo – ci è stata data in Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro” (cfr 2Tm 1,1-12). Questo mi basta!

            Carissimi, avremo modo di tornare sull’argomento e potrò illustrarvi anche direttamente cosa significhi per due Diocesi essere unite in persona episcopi. Per ora vi chiedo di pregare per me e per la Chiesa sorella di Palestrina come ho già chiesto di fare per voi ai suoi fedeli. Vi domando di pregare per le nostre parrocchie, i nostri preti, per le anime consacrate, per i seminaristi e perché nascano nuove vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione, per le tante famiglie ed in particolare quelle ferite, per i soli, gli anziani, gli ammalati, per chi è giunto tra noi da lontano, per i giovani ed i ragazzi perché – come ha detto Papa Francesco alla Giornata Mondiale della Gioventù di Panama nel gennaio scorso – sentano di essere “il presente”, “l’adesso di Dio” e prendendo in mano la loro vita, ne sappiano fare un dono d’amore per la nostra umanità spesso poco serena, buia, che pare escluderli da una partecipazione attiva. Vi chiedo di pregare per chi governa la cosa pubblica, la sicurezza, la giustizia e la sanità nei nostri territori.

            Affido questa nuova pagina di storia della nostra Chiesa diocesana alla Madonna delle Grazie di Mentorella che dal monte Guadagnolo veglia su entrambe le Diocesi, all’intercessione di San Lorenzo – nostro celeste patrono – e di Sant’Agapito – patrono di Palestrina - nonchè a tutti i santi e le sante delle Chiese di Tivoli e di Palestrina mentre, di cuore, tutti benedico!

                                                                                  + Mauro Parmeggiani

                                                                          Vescovo di Tivoli e di Palestrina

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