Il Vescovo di Tivoli, Mauro Parmeggiani, è stato nominato Vescovo anche della Diocesi di Palestrina In evidenza

Monsignor Mauro Parmeggiani Monsignor Mauro Parmeggiani

Carissimi,

                        come forse saprete, questa mattina, alle ore 12,00, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblica la decisione del Santo Padre di nominarmi Vescovo anche della Diocesi Suburbicaria di Palestrina, unendo le due sedi Vescovili di Tivoli e di Palestrina, in persona episcopi.

(Leggi il comunicato della CEI)

            Già dal 31 luglio 2017 Papa Francesco mi aveva nominato Amministratore Apostolico di quella Diocesi confinante con la nostra, ossia mi aveva chiesto di guidarla fino alla nomina di un nuovo Vescovo dopo che aveva accolto le dimissioni per limiti di età del mio predecessore in quella Sede. Oggi il nuovo Vescovo di Palestrina è stato nominato nella mia persona affinchè possa continuare il lavoro che ho iniziato in questi diciotto mesi e favorire un cammino insieme, attraverso la mia cura pastorale, di entrambe le Diocesi di Tivoli e di Palestrina.

            Tale provvedimento non porterà alcuna mutazione all’assetto amministrativo delle due sedi Vescovili “Esse – come mi ha scritto sabato scorso il Nunzio Apostolico in Italia - rimarranno circoscrizioni ecclesiastiche separate ed indipendenti e come tali dovranno essere governate. Tuttavia, nulla osta che si prospettino e si attuino col tempo percorsi unitari di formazione del clero e del laicato, e così pure forme di interscambio tra i due presbitèri nell’esercizio del ministero pastorale”.

In fondo, già qualche forma di collaborazione esiste: penso all’Istituto Interdiocesano per il Sostentamento del Clero che già dai tempi in cui l’Abbazia Territoriale di Subiaco si estendeva in diverse Parrocchie attualmente di Tivoli o di Palestrina, gestisce gran parte del patrimonio immobiliare delle Diocesi di Tivoli, Palestrina e Subiaco. Così i nostri seminaristi studiano nello stesso Seminario Regionale di Anagni ed altre forme nuove di collaborazione pastorale e organizzativa potranno essere trovate mettendo in campo le persone e le energie migliori che sono presenti sul territorio.

            Io pertanto rimarrò a tutti gli effetti sia Vescovo di Tivoli che di Palestrina. Fisicamente rimarrò a risiedere nell’Episcopio di Tivoli e da qui, come ho fatto per un anno e mezzo, mi sposterò per essere presente nelle parrocchie di un territorio che si fa più ampio, non venendo meno ai miei doveri di Pastore di entrambe le Diocesi.

            Personalmente penso che l’unione in persona episcopi delle due Diocesi sia una opportunità che viene data ad entrambe per fare meglio in quello che oggi ritengo primario: l’ascolto della nostra gente, degli oltre 300.000 fedeli che abitano le terre delle due Diocesi, tanto vicine per tipologie di parrocchie e di popolazione. L’ascolto di chi in esse è venuto da lontano e a tutti, con empatia, l’annuncio della gioia del Vangelo che la Chiesa, fedele alla missione ricevuta da Gesù, deve dare ad ogni uomo e donna che vivono in questi territori e in quest’epoca, intercettando i loro problemi, le loro gioie e le loro ansie, le loro povertà e facendosi compagna di strada per riscoprire la fede, la gioia di sapere che abbiamo un Dio misericordioso che sempre ci ama, ci è vicino e ci dà fiducia.

            Un Vescovo, da solo, non può però far niente o fa ben poco. Mentre inizia questa nuova pagina della Diocesi di Tivoli chiedo a tutti i sacerdoti, i diaconi, le consacrate e i consacrati, ai fedeli laici delle nostre parrocchie e delle Aggregazioni laicali di aiutarmi a lavorare insieme. Piano piano, progressivamente, senza fretta… ma insieme! Se la nomina ad Amministratore Apostolico era un servizio che veniva chiesto a me personalmente, la nomina a Vescovo anche di Palestrina e l’unione delle due Diocesi in persona episcopi chiedono a tutti, a cominciare dai miei più diretti collaboratori – i presbiteri e i diaconi – di cooperare con quello stile sinodale tanto raccomandato da Papa Francesco affinchè ove possibile, secondo tempi e ritmi che stabiliremo, con gradualità si giunga a una collaborazione pastorale, a una razionalizzazione di energie e risorse, a progetti condivisi per far giungere a tutti l’annuncio della bontà di Dio, la Sua vicinanza misericordiosa, la consapevolezza di essere Chiesa in uscita verso le tante periferie dell’esistenza, una Chiesa che cerca e trova se stessa al di fuori di se stessa.

            Personalmente, vi confido che qualche preoccupazione umana ce l’ho. Ma sono sereno perché so di avere con me tutti voi che da oltre dieci anni mi avete accolto e mi fate sentire amato e supportato. Sono sereno perché non ho fatto nulla per cercare questo nuovo servizio che mi affida il Successore dell’Apostolo Pietro: il Papa. E soprattutto perché so in chi ho posto la mia fede: nel Dio di Gesù Cristo che dal giorno in cui divenni prete e ancor più dal 5 ottobre 2008 – giorno in cui giunsi a Tivoli come vostro Vescovo - cerco di servire e testimoniare senza vergognarmi di Lui che ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. “Questa – come scrive l’Apostolo Paolo al suo discepolo Timoteo – ci è stata data in Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro” (cfr 2Tm 1,1-12). Questo mi basta!

            Carissimi, avremo modo di tornare sull’argomento e potrò illustrarvi anche direttamente cosa significhi per due Diocesi essere unite in persona episcopi. Per ora vi chiedo di pregare per me e per la Chiesa sorella di Palestrina come ho già chiesto di fare per voi ai suoi fedeli. Vi domando di pregare per le nostre parrocchie, i nostri preti, per le anime consacrate, per i seminaristi e perché nascano nuove vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione, per le tante famiglie ed in particolare quelle ferite, per i soli, gli anziani, gli ammalati, per chi è giunto tra noi da lontano, per i giovani ed i ragazzi perché – come ha detto Papa Francesco alla Giornata Mondiale della Gioventù di Panama nel gennaio scorso – sentano di essere “il presente”, “l’adesso di Dio” e prendendo in mano la loro vita, ne sappiano fare un dono d’amore per la nostra umanità spesso poco serena, buia, che pare escluderli da una partecipazione attiva. Vi chiedo di pregare per chi governa la cosa pubblica, la sicurezza, la giustizia e la sanità nei nostri territori.

            Affido questa nuova pagina di storia della nostra Chiesa diocesana alla Madonna delle Grazie di Mentorella che dal monte Guadagnolo veglia su entrambe le Diocesi, all’intercessione di San Lorenzo – nostro celeste patrono – e di Sant’Agapito – patrono di Palestrina - nonchè a tutti i santi e le sante delle Chiese di Tivoli e di Palestrina mentre, di cuore, tutti benedico!

                                                                                  + Mauro Parmeggiani

                                                                          Vescovo di Tivoli e di Palestrina

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